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Come gestire il periodo di prova della badante

Molte famiglie gestiscono in nero il periodo di prova della badante, intimorite dalla complessità di dover attivare il contratto, anche se poi il lavoratore selezionato non funziona, senza rendersi conto dei numerosi rischi in cui possono cadere.

In questo quinto capitolo del Manuale per Famiglie BadanteZeroPensieri, ti voglio spiegare quali sono le regole, quali i rischi di questa prassi e i benefici della prova in regola.

 

Come funziona e quanto dura il periodo di prova della badante

Come tutti i lavoratori dipendenti, anche per la badante, e in generale tutti i collaboratori domestici, è previsto dal contratto un periodo di prova minimo che nella maggior parte dei casi è di 8 giorni di lavoro effettivo, superati i quali il lavoratore si ritiene confermato a tempo indeterminato, salvo diverse disposizioni.

Tale strumento è regolato dall’Art. 12 CCNL Colf e Badanti Domina, dove si dice che Innanzitutto il periodo di prova deve essere sempre inserito nella lettera di assunzione del lavoratore, firmata da entrambe le parti.

Durante il periodo di prova sia il lavoratore, sia il datore di lavoro possono interrompere il contratto senza bisogno di preavviso, pagando al lavoratore solo le ore effettivamente svolte fino a quel momento.

Il Contratto Collettivo Colf e Badanti inoltre dice che:

“Il lavoratore che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto comunicazione di recesso s’intende automaticamente confermato. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell’anzianità”

In pratica superati gli otto giorni di prova, se non ci sono state da nessuna delle due parti, motivo di interruzione, il contratto prosegue senza bisogno di comunicazione scritta, a tempo indeterminato, salvo diverse disposizioni.

In sostanza non ci sono vincoli da entrambe le parti. Tutto è chiaro e regolamentato.

Tenuto conto che per il lavoro domestico non è mai prevista la giusta causa per il licenziamento del lavoratore, ma bastano otto, quindici o 30 giorni di preavviso a seconda della mansione e del monte ore settimanale (ma di questo ne parleremo in un futuro articolo).

 

I 3 principali rischi di fare la prova in nero con la badante.

1. Rischio vertenza

Il lavoro nero è un po’ come giocare alla roulette russa: possono non scoprirlo mai, puoi trovare la badante che non vuole farti vertenza sindacale, può andare tutto bene e non esserci nessun infortunio della badante in quei giorni, può essere la miglior persona del mondo riuscire a gestire il rapporto al meglio senza dover ricorrere ai tuoi diritti contrattuali… Puoi… ma se non succede? Le variabili sono tantissime e il rischio di finire con una vertenza sindacale molto cara è sempre dietro l’angolo.

2. Rischio lavoro clandestino 

Abbiamo già trattato diverse volte questo argomento. Facendo il periodo di prova in nero, senza magari aver controllato il permesso di soggiorno prima, presi dall’urgenza si finisce col scoprire che la badante selezionata non ha i documenti in regola per il lavoro.

A quel punto l’anziano si è abituato, se non addirittura affezionato e non vorrebbe cambiare la badante, ma tu stai commettendo un reato penale: dare lavoro a un clandestino appunto.

3. Rischi di non saperne più come uscire

Quando non ci sono regole da far rispettare il rischio più grande è che se le cose non vanno bene poi è quasi impossibile uscirne, se non a caro prezzo.

Il nero espone a molte forme di ricatto, se non ci sono regole scritte su cui affermare i propri diritti come se ne esce?

 

I 3 principali benefici della prova in regola

1. Le regole sono chiare

Se assumi la badante, anche solo per il periodo di prova le regole sono certe, basta appellarsi a diritti e doveri reciproci previsti dal contratto. Non ci sono dubbi, tutto è regolamentato. 

Certo lasciare a casa una persona non è mai piacevole, è un fallimento da entrambe le parti, ma come dicevano i latini “verba volant, carta manent” (le parole volano, gli scritti rimangono), se tutto è scritto la strada è sicuramente in discesa. 

2. I costi sono certi

Il lavoro nero spesso è ammantato dall’illusione di costare meno, sia in termini di soldi, che di tempo. Questa però è, come dicevo, un’illusione.

Quanto può costare una vertenza? Quanto può costare il ricatto della badante per uscire di casa senza fare “clamore”? Quanto può costare dover litigare con la badante perché le regole non sono chiare?

Con il contratto di lavoro le regole sono chiare e questo a conti fatti ti permette di risparmiare un sacco di tempo e di denaro.

3. Tutta la famiglia è al sicuro, soprattutto l’anziano

Quando si ha bisogno di una badante significa che si è in un momento di forte fragilità. Avere una badante in regola già dal primo giorno riduce notevolmente tutta una serie di problemi che potrebbe generare instabilità e ulteriore insicurezza all’anziano. Pensa alla spesa in termini di investimento sulla sicurezza, ti sarà subito più chiaro che non è un costo, anzi.

CONSIGLIO BONUS

Come abbiamo visto nel precedente capitolo sulla selezione della badante, concorda subito con la badante l’utilizzo del contratto fin dal primo giorno, trasforma in un elemento di valutazione negativo il suo rifiuto e passa al lavoratore successivo. La fretta è sempre cattiva consigliera… ricordalo.

 

Ci sono anche delle alternative

Se ti spaventa ancora l’idea di fare la prova della badante in regola, per tutti gli adempimenti necessari, puoi provare a farti aiutare da un’agenzia per badanti. L’importante è che sia una agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero, solo così avrai una alternativa valida all’assunzione diretta e regolare al 100%.

 

 

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