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Come inserire correttamente la badante in famiglia

Se pensi che aver trovato la badante giusta sia la soluzioni a tutti i tuoi problemi, commetti un errore strategico importante: il lavoro è appena iniziato!

Se ti dimentichi di fare un corretto inserimento, anche la migliore delle badanti non funzionerà.

Molte famiglie infatti cadono nel tranello che noi chiamiamo “l’inganno di Mary Poppins”.

Penso che anche tu conosca questo famoso classico della Disney. Una delle scene più iconiche di questo film è quando la prodigiosa tata entra in casa, e con il semplice schiocco di dita rimette a posto tutto, e in poche settimane trasforma due piccoli diavoli in figli straordinari.

Mi spiace deluderti: la badante non è Mary Poppins! Non entrerà mai in casa tua sapendo già esattamente cosa deve fare, ma dovrai istruirla, dovrai di fatto accompagnare il suo inserimento.

Le badanti infatti imparano il lavoro sul campo, la loro esperienza non è un’esperienza tout court sull’assistenza agli anziani a domicilio, è quello che hanno imparato a fare nelle famiglie dove sono state prima di te.

E’ importante questo passaggio, perché l’aspettativa sbagliata genera frustrazione e problemi. Uno dei mantra che ci insegnano nel coaching è che la delusione va progettata! Cioè solo tu potrai costruire la tua delusione, come? Generando aspettative lontane dalla realtà.


Cosa fare per inserire correttamente la badante in famiglia?

In diversi articoli che trovi nel blog e video dei webinar che abbiamo tenuto, abbiamo parlato spesso dell’importanza di costruire un progetto di assistenza, che oltre a essere la base per trovare la badante giusta, è anche lo strumento fondamentale che ti serve per poi inserire correttamente la badante.

Se hai le idee chiare su cosa vuoi e sai che sono realistiche, cioè in linea con le regole del contratto di lavoro, con le reali mansioni della badante e con le aspettative del personale, allora fare l’inserimento sarà pressoché automatico.

Un altro aspetto che ti chiedo di tenere in considerazione è la gradualità: la fiducia di una persona, come la sua autonomia è qualcosa che si ottiene con gradualità. Dare piena fiducia e autonomia fino dal primo giorno è progettare la propria delusione!

Specie in assistenze con una certa complessità il tempo per istruire la badante deve essere adeguato a insegnare come volete che venga gestito l’anziano, lasciare il tempo che lo apprenda e diventi una routine.

 

Ecco le 5 cose da fare SEMPRE quando inserisci una badante in famiglia.

1.Prepara prima il piano di lavoro

Uno strumento che forniamo sempre alle famiglia che diventano nostre clienti è il piano di lavoro settimanale: una tabella divisa per giorni e per fasce giornaliere, dove la famiglia inserisce le varie attività che vanno fatte giorno per giorno. 

In questo modo è chiaro a tutti, famiglia e badante, cosa va fatto e quando. Questo strumento ha anche un altro valore importante: il controllo. 

Se le mansioni e le attività sono chiare, comunicate in modo scritto e delegate con gradualità, sarà più facile poi controllare se vengono eseguite nel modo corretto. Non ci si basa sulle sensazioni, ma su dati concreti e oggettivi.


2. Prepara la dieta settimanale con le ricette

Molte famiglie ci chiedono la badante che sappia cucinare italiano, ma è una richiesta troppo vaga e impropria per certi versi. L’Italia è famosa per la varietà della cucina, inoltre ci sono anziani che amano determinati cibi e ne odiano altri, ma ovviamente non è una legge universale per cui tutti gli anziani amano o odiano gli stessi cibi. Inoltre ci sono anziani per cui serve una dieta specifica per la propria patologia, che non è la stessa di altri anziani.

In breve: prepara un menù standard settimanale con quello che può mangiare il tuo anziano e cosa gli piace. Supporta questo piano alimentare con delle ricette scritte che insegnerai durante l’inserimento.


3. Prepara la terapia da somministrare in modo che sia facilmente comprensibile

Nell’assistenza agli anziani uno degli aspetti centrali è la somministrazione della terapia farmacologica. L’aderenza terapeudica è fondamentale e la badante ha un ruolo centrale nel monitorare che questa venga seguita secondo le indicazioni del medico.

Una premessa fondamentale è che la badante può somministrare solo farmaci per via orale e solo quelli che sono stabiliti in modo chiaro dal medico, questa non ha discrezionalità nella scelta, anche se fosse solo del “banale” paracetamolo per la febbre. Tutto deve essere validato dal medico e dalla famiglia.

Ciò detto è fondamentale che in casa ci sia un piano terapeutico su un unico foglio diviso per giorni e ore, chiaro e facilmente comprensibile dalla badante. Meglio ancora se ci sono quelle scatole settimanali divise per giorni e ore dove preparare già i farmaci da somministrare, precedentemente preparati dalla famiglia.

Ricorda: una delega perché sia veramente tale deve essere preparata. La badante non è un familiare, è un lavoratore, non penserà mai come un familiare, ne eseguirà le indicazioni.

Più sono chiare le istruzioni che le vengono date e che deve seguire, più sarà facile che la badante sia in linea con le nostre aspettative.


4. Definisci chi è l’unico referente della badante

Passaggio fondamentale: stabilite chi sarà in famiglia a seguire la badante, a istruirla e a farle da referente durante il suo lavoro. E’ importante che sia uno solo e sempre quello!

Ci capita in famiglie magari con più figli, dove magari in casa c’è anche un convivente, ad esempio il coniuge dell’assistito, che si crei un’enorme confusione, che porta poi a cacciare la badante.

Ma facciamo un passo indietro: immagina che in famiglia ci siano due o tre persone diverse che danno indicazioni anche contrastanti alla badante, magari tutte con modi di pensare diversi, aspettative sul lavoro fatto diverse, ecc. La badante, per essere considerata una brava badante in famiglia, chi deve ascoltare?

Ci siamo trovati con famiglie che litigavano con la badante semplicemente perché aveva ascoltato le indicazioni di un familiare rispetto ad un altro.

Ecco quindi che diventa importante che a parlare con una badante sia una sola persona, che è quella che coordina l’assistenza e fa da mediazione con gli altri familiari. In questo modo le istruzioni saranno sempre chiare e il controllo sull’attività sarà univoco.


5. Affianca la badante i primi giorni

Tutto quanto visto finora prevede che ci sia un affiancamento della badante i primi giorni, non vederlo come tempo perso, ma come investimento. 

Una buona partenza ti permetterà di vivere di rendita poi. Spiega bene come funziona la casa, com’è il programma di lavoro, la cucina, le terapie, la tua aspettativa sulla gestione della casa e il vostro concetto di ordine e pulito.

Insomma sarai tu che determinerai, con la tua capacità di istruzione, se sarà una brava badante oppure no.

 

CONSIGLIO BONUS: sii paziente con te stesso e con la badante! 

Hai mai vissuto direttamente o indirettamente l’inserimento di un bambino all’asilo nido o alla scuola materna? Quando un bambino piccolo si deve staccare dalla mamma per entrare in un ambiente nuovo come il nido o la materna, viene preparato per le prime settimane l’inserimento. Queste prima settimane servono a prendere confidenza con un nuovo spazio e nuove relazioni quotidiane, oltre ad abituarsi al distaccamento dalla mamma. 

Normalmente il primo giorno mamma e bambino staranno insieme un paio d’ore e poi se ne vanno, il giorno dopo la mamma dopo un po’ si allontana e lascia lì un po’ di tempo il bambino all’asilo, fino a quando il bambino (e la mamma) riescono a vivere abbastanza serenamente il distacco. Insomma la parola d’ordine anche qui è GRADUALITA’!

 

Un buon inserimento allevia anche il senso di colpa

Anche tu dovrai fare questo inserimento: il primo giorno dovrai stare magari quasi sempre presente per mostrare il menage familiare quotidiano alla badante, e anche per aiutare il tuo famigliare ad accogliere un estraneo che se ne prenderà cura al tuo posto.

E’ una delega e al tempo stesso un distacco che va guidato. La mamma che lascia il bimbo al nido per lavorare sa bene che il bambino sta bene, ed è giusto che lei rientri al lavoro, anche se si sentirà in colpa perché non se ne occupa lei direttamente.

I sentimenti della mamma sono gli stessi del figlio che affida i suoi genitori a una badante.

E’ normale sentirsi in colpa, è un sentimento a cui siamo stati educati, perché siamo cresciuti con l’idea che i buoni figli si devono occupare dei genitori anziani.

Poi la vita non è sempre così lineare: abbiamo un lavoro, una famiglia che ci siamo costruiti che richiede a sua volta le nostre attenzioni, noi stessi che magari vogliamo prenderci cura di noi, anche per evitare acciacchi di salute, o perché abbiamo le nostre passioni che vogliamo continuare a coltivare per garantirci uno stato di benessere, ecc.

Fare un buon inserimento della badante ti permetterà di superare questo senso di colpa, perché giorno per giorno vedrai la situazione stabilizzarsi, e tu potrai vivere tranquillamente la tua vita personale, lavorativa e familiare, sapendo che i tuoi genitori sono accuditi e al sicuro. 

Il tempo che tu passerai da oggi in avanti con loro sarà un tempo di qualità, perché ti potrai concentrare sulla relazione con i tuoi genitori e non sulle cose da fare per loro.


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