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Come assumere una badante senza avere problemi

Scopri i 5 errori più comuni che commette chi è inesperto

Per una famiglia non è facile essere datore di lavoro di una badante. Una volta superato lo scoglio della ricerca e selezione, c’è la gestione amministrativa e burocratica del rapporto di lavoro: la gestione del foglio ore, l’elaborazione della busta paga, il versamento trimestrale dei contributi, l’accumulo del TFR, la 13esima alla fine dell’anno e la sostituzione per le ferie da dovere gestire.

Il rapporto di lavoro è inquadrato da un Contratto nazionale, che prevede malattie, infortuni, permessi per matrimonio, permessi per lo studio … insomma doveri sì, ma anche diritti. E dove non c’è la badante tocca alla famiglia esserci.

E come se tutto ciò non bastasse c’è la gestione della badante, come persona, che lavora a casa del tuo anziano. Con i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi alti e bassi di umore, le esigenze della sua famiglia, etc … I rapporti tra le persone non sono sempre idilliaci, a maggior ragione quelli che prevedono la convivenza. Per cui può capitare che badante e assistito entrino in conflitto. E chi deve correre sei sempre tu …

Nella previsione di dover gestire tutta questa complessità si rischia spesso di commettere qualche errore. Ecco i 5 più comuni.

Sembrerà banale, ma non lo è affatto: molte famiglie avviano un rapporto di lavoro con una badante senza prima avere verificato la validità dei suoi documenti. E così si trovano in casa persona senza permesso di soggiorno valido, persone con permessi di soggiorno che non sono di lavoro. E se nel frattempo la badante ha catturato l’affetto del tuo anziano sei in un mare di guai. Controlla sempre la validità dei documenti della badante che hai deciso di assumere.

Il rapporto di lavoro tra una famiglia e una badante è regolato da un contratto di lavoro. E’ meglio che approfondisci la conoscenza di questo strumento fondamentale. Troppe volte abbiamo visto la badante approfittarsi della famiglia, che non conosce per esempio come vengono regolate le ferie oppure i riposi. E’ facile trovarsi in una situazione di inadempienza contrattuale e dovere avere a che fare con una vertenza sindacale.

Un altro errore comune è chiedere alla badante di fare piccoli interventi di natura sanitaria, come per esempio iniezioni, medicazioni, etc … Questi non sono compiti della badante. Ed è del tutto inutile correre il rischio di una malattia professionale che la badante può imputare alla famiglia, con conseguente richiesta di risarcimento economico. Senza contare naturalmente l’impatto sulla salute dell’anziano che viene gestito da personale non idoneo dal punto di vista sanitario, appunto.

E’ la famiglia che elabora il programma di lavoro della badante. E’ sempre meglio mettere in conto qualche ora da dedicare alla formazione della badante sugli aspetti della gestione delle pulizie, così come ci si aspetta che vengano rendicontate le spese del supermercato. Porre queste regole all’inizio del rapporto è funzionale a impostare bene la collaborazione. Se lasciamo troppa autonomia gestionale alla badante è poi difficile tornare indietro sui propri passi.

L’ultimo errore è la gestione della fiducia. Tutti quanti cercano badanti di fiducia. Così come la badante cerca famiglie di cui può fidarsi. Siamo tutti d’accordo che la fiducia è quindi un obiettivo comune, non è un punto di partenza? E che la fiducia si costruisce man mano che passano i giorni, le settimane e i mesi? Qualche volta di troppo si usa l’alibi della fiducia per travalicare le regole contrattuali. Se si è tentati ricordatevi sempre che il rapporto tra badante e famiglia è un rapporto di lavoro prima di tutto. E chi sbaglia di solito paga.

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