/* 738529-1551101898-ai */
0341 28 71 23 info@famkare.it

“We can be heroes just for one day” – David Bowie

Possiamo essere eroi, solo per un giorno, diceva David Bowie. E che succede se cerchiamo di esserlo per un mese, per un anno o per più anni?
Alcune persone nei momenti di difficoltà tendono a prendere tutto sulle proprie spalle come i Supereroi che ammiravamo da piccoli. Tutti quanti in una fase della nostra vita ci siamo immedesimati in un lui o in una lei con i super poteri in grado di cambiare le sorti del mondo e far sì che il bene vincesse sul male.
Quando siamo cresciuti magari abbiamo continuato ad amore questi personaggi e ad andare a vederli al cinema di tanto in tanto, oppure in certi casi ci siamo trasformati in uno di loro. E siamo caduti nella sindrome del Supereroe.
Il Supereroe è energico, dinamico e pragmatico, con la missione di prendersi cura degli altri a costo di sacrificare se stesso. È un punto di riferimento in famiglia, sul lavoro o per gli amici e non si tira indietro di fronte ai problemi, anzi far fronte ad essi è ciò che lo attiva di più. Come si fa a non volergli bene?
È abile nel risolvere i problemi e passa immediatamente all’azione grazie a un notevole spirito pratico. Il primo a cui squilla il telefono quando c’è un emergenza, colui o colei a cui il capo affida compiti importanti perché i Supereroi sono affidabili e si faranno in quattro per ottenere il risultato desiderato. Fin qui tutto bene ma a quale prezzo?

Se il super eroe scoppia?

In termini di work-life balance il Supereroe è decisamente sbilanciato perché, nei casi più estremi, non considera le proprie esigenze, o semplicemente le proprie energie, rischiando più di altri di finire in burn out. Scoppiamo, ci bruciamo. Dal momento che lui o lei non sa porsi dei limiti, la mente o il corpo cominciano a metterli. Sensazione di essere emotivamente svuotati, difficoltà di concentrazione, mancanza di energia, senso di inadeguatezza, rifiuto verso attività abituali.
Questo accade perché lancia il cuore oltre l’ostacolo e risponde di sì alle varie richieste in maniera automatica, senza riflettere sulle conseguenze, né tantomeno sui propri bisogni. Come Superman si mette il mantello e vola alto. Ci sono cose più importanti che la propria stanchezza. Finché non rimane a terra.
A volte questa sua risposta immediata destabilizza gli altri e non lascia loro spazio per intervenire. Alcune situazioni sul lavoro, ad esempio, potrebbero essere delegate, oppure in famiglia potrebbe bastare un piccolo aiuto nelle pulizie o una persona di sostegno per i propri genitori qualche ora la settimana per avere una vita più rilassata. Al Supereroe a volte manca semplicemente la presenza mentale per fermarsi e valutare quali opzioni ha a disposizione e quali di queste gli permettono di creare una vita più sostenibile.

Il consiglio del Famkoach

Ci sono tanti modi di essere di aiuto, i Supereroi che hanno bisogno di un maggiore work-life balance fanno fatica a considerare se stessi come persone bisognose di aiuto, come tutti gli altri. Ne va della loro identità.
Allora cari Supereroi, anche se sappiamo che a voi non basta essere eroi per un giorno solo, almeno un giorno di vacanza però potreste prendervelo. Se non un giorno, qualche momento durante la giornata in cui vi chiedete come state e di cosa avreste bisogno prima di rituffarvi nell’azione. Chiederselo non fa la differenza solo per la vostra vita ma anche per quella dei vostri cari.

 

Può esserti utile leggere il post precedente (clicca qui)

Stefania Ciani

Direttrice FamKare Academy e Trainer