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Se ti sei trovato ad avere un genitore anziano che inizia ad avere problemi di salute, ti sarai accorto che la maggior parte degli anziani, se non tutti, preferiscono vivere a casa propria. Questa soluzione dà loro la libertà a cui non vogliono rinunciare e ha anche il vantaggio di rimanere in un ambiente a loro familiare, che è la formula più appropriata per gli anziani che stanno lentamente perdendo le proprie abilità.

Le persone che invecchiano tuttavia non possono vivere da sole nelle proprie case in quanto hanno un bisogno crescente di cure e assistenza. Questo è il motivo per cui le famiglie ricorrono in prima battuta un servizio di assistenza domiciliare, magari con un supporto alla pulizia della casa prima e di compagnia poi, con una intensità via via crescente, fino a quando interviene anche la parte più sanitaria.

I vantaggi dell’assistenza a domicilio per l’anziano sono numerosi:
• cure personalizzate e aiuto nell’igiene personale
• compagnia e contrasto alla solitudine
• aiuto nelle faccende quotidiane
• certezza nell’assunzione dei medicinali e di cibo per una dieta equilibrata
• assistenza da un lavoratore con esperienza.

Come puoi immaginare c’è una discussione su quanto sia conveniente il costo dell’assistenza domiciliare e quante persone se la possono permettere. Proviamo a scendere nel dettaglio e andiamo a capire come realizzare un piano di assistenza domiciliare efficiente e sicuro.

La maggior parte dei costi deriva infatti dalla cattiva programmazione e dal ricorso a forme di lavoro non regolare. E faremo anche un confronto con i costi della casa di riposo per darti la possibilità di essere consapevole in anticipo dell’esigenza di pianificare bene il futuro. Vedrai che l’assistenza domiciliare è molto più economica di quello che pensi.

L’assistenza domiciliare: la prevenzione e la programmazione come unica via al risparmio.

Il costo dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza domiciliare dipende dal numero di ore trascorse dall’operatore al domicilio dell’anziano. Dipende anche dal tipo di servizi necessari e dalle risorse necessarie per garantire che l’anziano viva una vita dignitosa e in sicurezza. Ci siamo resi conto nella nostra esperienza che incide anche quanto si riesce a programmare per tempo.

In merito a questo ultimo punto riscontriamo su questo tema un certo disorientamento da parte della famiglie, che spesso si trovano, per varie ragioni, ad affrontare il tema dell’assistenza quando la situazione è già oltre l’emergenza, dopo un rapido aggravamento o un evento acuto in generale.
Quando si è presi dall’emergenza non c’è più spazio per programmare e si corre ai ripari, prendendo la prima soluzione che sembra risolvere il problema, questo però non sempre coincide con la risposta corretta. Spesso si corre il rischio di far schizzare il costo verso l’alto, sia perché non si ha tempo per contrattare, sia perché nella fretta non sempre si trova la persona giusta. Se la persona non è quella giusta, se l’agenzia a cui vi siete affidati si dimostra poco attenta e trasparente, il rischio è di dover continuamente cambiare. Questo comporta dei costi, sia economici, sia psicologici, a volte più onerosi dei primi per la famiglia, che già è stressata per la situazione.
Capita a volte di incontrare famiglie che stanche dei continui cambiamenti del personale azzarda a fare delle prove in nero, esponendosi da un lato al rischio della vertenza, dall’altro di non riuscire a impostare in modo sano il rapporto, che sarà viziato fin dall’inizio.

Programmare diventa essenziale

Uno dei modi per ridurre i costi dell’assistenza quindi è proprio quello di programmare per quanto possibile gli interventi, iniziando a inserire gradualmente degli ausili e del personale che faccia abituare i nostri anziani all’assistenza. Questo eviterà di incappare in resistenze da parte dei propri genitori quando l’assistenza non sarà più prorogabile, che non sempre si ha le energie di combattere presi dalla frenesia quotidiana.
Nei nostri incontri quotidiani con le famiglie è frequente sentir dire: “Devo trovare il modo di far accettare l’assistenza ai miei genitori, perché vogliono fare ancora da soli, ma non si rendono conto che non sono più in grado”. La domanda vera è: quanto ti costerà quello che può capitare per una mancanza di un assistente? Quanto può costare in termini economici e di energie seguire un anziano dopo che si è rotto il femore perché ha cercato di svolgere da solo alcune mansioni domestiche, che non era più in grado di fare da solo, come la doccia o prepararsi il pranzo?
Un altro tema da tenere in considerazione è capire per quanto tempo effettivamente si necessità di una persona. Uno dei temi che affrontano i nostri FamKoach con la famiglia è capire da un lato qual è il reale bisogno dell’anziano, analizzando insieme anche la sua quotidianità per capire quali sono i momenti più critici della giornata, comprendere quali reti familiari o amicali ci sono a supporto per coprire determinate fasce orarie. Solo così può nascere un progetto concreto e sostenibile nel tempo per le famiglie.

Come calcolare il costo di assistenza domiciliare

A seconda del servizio di assistenza domiciliare di cui hai bisogno, in termini di durata, tempo e tipologia di assistenza, il Famkoach di FamKare è a tua disposizione. Potrai quindi  per verificare se la tua ipotesi di lavoro è compatibile con il CCNL Colf e Badanti e per pianificare l’assistenza in concreto.
Noi di FamKare ad esempio applichiamo tariffe standard sia l’assistenza generalista che per l’assistenza socio-sanitaria. Il personale è regolarmente assunto con il CCNL Colf e Badanti dall’agenzia per il lavoro. Queste cifre comprendono il compenso, i contributi, il TFR, la 13esima, le ferie … tutto insomma. FamKare è un’agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero e chiaramente applica soluzioni dove tutto è fatto a norma di legge, preservando la famiglia da eventuali problemi di gestione del rapporto lavorativo e mettendola al riparo da rivendicazioni e vertenze.
Ci sono diversi modi attraverso cui il tuo costo di assistenza domiciliare può essere suddiviso, in funzione se la risposta è una figura solo diurna o convivente.
Nella nostra esperienza con le famiglie e i lavoratori abbiamo individuato che la risposta più semplice per gestire il servizio di assistenza oraria e badante non convivente, sono pacchetti di 10, 20, 30 e 40 ore settimanali, con un primo contratto di 30 giorni, il tempo minimo necessario per conoscere veramente il lavoratore e se le sue abilità rispondono alle esigenze, oltre a dare il tempo di una reciproca conoscenza  tra lavoratore e assistito.
Noi di FamKare mettiamo ogni giorno a tua disposizione la nostra esperienza e preparazione per individuare la corretta tipologia di servizio, individuare l’operatore che corrisponde alle tue esigenze e che ha a cuore il le specifiche esigenze della famiglia.

L’agenzia è un costo o un’opportunità?

La risposta è: dipende! Da cosa? Da come lavora l’agenzia a cui ti sei rivolto. Il mercato dei servizi agli anziani è ampio, ma ci sono molti che si improvvisano. L’improvvisazione può alzare notevolmente i costi dell’assistenza, anche se apparentemente il costo proposto dall’agenzia è più basso di altre, perché il bisogno non è stato individuato correttamente, la badante mandata, se è stata selezionata, non è adeguata, il contratto applicato potrebbe esporre a vertenze sindacali e ad avere un lavoratore malcontento, con una inevitabile influenza sulla qualità dell’assistenza. Si finisce così per pagare qualcuno che anziché risolverlo il problema lo aumenta. Per cui stai attento.

Alcuni accorgimenti per evitare rischi.

Prima cosa da considerare è da quanto tempo è attiva l’agenzia che ti fornisce l’operatore. Chiedi quale è il contratto che viene applicato, se il contratto collettivo colf e badanti o altro,  se l’agenzia è autorizzata dal Ministero a fare l’attività di selezione del personale e di intermediazione. Ci sono molte organizzazioni che inquadrano il lavoratore in modo improprio se non irregolare. E naturalmente questo incide sulla qualità del servizio.
E’ falsa anche la convinzione che hai un vantaggio fiscale ricorrendo a un soggetto no profit.
Chiedi espressamente all’agenzia chi è il datore di lavoro. Se ottieni una risposta confusa o non ottieni una risposta diretta, gira alla larga.
Se decidi di ricorrere direttamente ai servizi di un lavoratore, datti un tempo congruo per la selezione. Ti sconsigliamo categoricamente di ricorrere al lavoro in “nero”: ci sono troppi rischi! Dall’infortunio sul lavoro che è sempre in agguato e alle conseguenti richieste di indennizzo, alla vertenza sindacale, alla inaffidabilità del lavoratore, etc … Verifica sempre che i documenti del lavoratore siano in regola, fare lavorare un operatore senza permesso di soggiorno valido è un reato!
Verifica sempre le referenze dei precedenti datori di lavoro, non sempre quelle che i lavoratori ti danno sono recenti, non tutte sono veritiere, ma con le giuste domande puoi capire meglio.
Fai sempre e comunque un regolare contratto al lavoratore: tempi certi, paga certa, compiti certi, rendicontazione del lavoro svolto certa.

Quando la casa di riposo è la soluzione? E se sì, quanto costa?

Partiamo da una breve premessa. I dati più recenti sono del 2017. In Lombardia, dove ci sono un terzo dei posti letto in Italia, secondo i dati di CISL ci sono 2,67 posti ogni mille abitanti. In Italia il 2,5% della popolazione non è autosufficiente e i posti letto nelle RSA, case di riposo coprono appena lo 0,3% della popolazione. Riportato in numeri assoluti significa che per 2 milioni di persone non autosufficienti in Italia non c’è posto in struttura. Inoltre con l’ultima riforma della Sanità in Lombardia è stato esplicitato che saranno le cure domiciliari il futuro dell’assistenza. Per cui le prime conclusioni sono che già ora il servizio di assistenza è principalmente al domicilio, la seconda è che gli anziani accedono alla casa di riposo proprio quando non è più possibile gestirli al domicilio.
Per quanto riguarda i costi invece, la media del costo della retta minima è di 59,17 euro/giorno (72,27 euro/giorno a Milano), mentre la retta massima è di 67,36 euro/giorno (87,68 euro/giorno).
Per cui i costi oscillano da 1.800 a oltre 2.100 euro/mese. Il picco è a Milano con 2.600 euro/mese.
E la componente alberghiera della retta può portare il costo della casa di riposo a oltre 3.000 euro/mese, tranquillamente.
Negli ultimi 5 anni i prezzi sono saliti di circa il 10 %, la Regione Lombardia che dovrebbe mettere il 50 % della quota sanitaria arriva a mala pena al 40 %. E non si prevede un arresto delle tariffe.
Sono poi esclusi i servizi aggiuntivi: lavanderia, parrucchiere, etc … In termini di tempo, il servizio che la casa di riposo dedica a ogni ospite è in media di 2 ore al giorno a paziente.

Il consiglio del FamKoach

Perché l’invecchiamento dei tuoi genitori sia un’esperienza il più possibile serena per tutti inizia a programmare piccoli interventi, immagina un percorso di prevenzione dei rischi, che metta in sicurezza loro e te.
Contattaci per un colloquio di valutazione e programmazione.