Badante che ruba agli anziani

Badante che ruba agli anziani

Ecco 3 modi per prevenire il rischio

Ha fatto molto scalpore la scorsa settimana la notizia della badante di Pordenone che ha sottratto un milione e 200 mila euro alla sua assistita.

La badante ha predisposto nel giro di poche ore la cremazione così da rendere inutili gli esami autoptici sulla salma. La firma sulla richiesta di cremazione l’ha apposta il figlio disabile dell’anziana, completamente all’oscuro di ciò che è accaduto alla madre.

Indagati per favoreggiamento l’impresario funebre e il responsabile dell’ufficio postale, che ha cercato di ostacolare le indagini violando le norme antiriciclaggio.

La badante ora è indagata non solo per circonvenzione di incapace e auto-riciclaggio, ma anche per distruzione di cadavere.

La vicenda è del 2017. Puoi leggere qui l’articolo completo.

Questo caso è come un boato nella notte: fa tanto rumore e ti fa svegliare di soprassalto mentre sei immerso nel sonno. Il rischio di comportamenti poco consoni, per usare un eufemismo, da parte del personale domestico è vecchio come la storia dell’umanità. 

Il problema è acuito dalla sfida alla longevità lanciata alle famiglie dalla curva demografica. 

Come contrastare il fenomeno?

 

Prevenzione, prevenzione, prevenzione…

In primo luogo si tratta di attuare un’attività di prevenzione, disinnescando il potenziale rischio. Non ci siamo inventati noi il proverbio “l’occasione fa l’uomo ladro”. Più che fare affidamento sull’onestà degli assistenti familiari (abbastanza ingenua come posizione, non trovi?!?) meglio proprio non cercarlo l’esame di onestà. Per cui occorre mettere sotto chiave tutto ciò che non si vuole venga toccato o consultato. Oppure porta ciò a cui tieni veramente (documentazioni bancarie e assicurative, azioni, libretti postali, documentazione sanitaria, etc…) da un’altra parte. Occhio non vede, tentazione non arriva.

 

La fiducia si nutre di azioni concrete

In secondo luogo, la fiducia va alimentata da atti concreti. Per esigenze di servizio le badanti si trovano a gestire il denaro della persona anziana (spesa, commissioni, pagamenti di bollette, etc …). La soluzione è una carta ricaricabile. In questo modo puoi eliminare il contante e avere il monitoraggio della situazione in tempo reale. 

 

Che cosa compra la badante?

La rendicontazione delle spese effettuate avviene con la consegna degli scontrini della spesa da parte della badante alla famiglia. E’ una pratica assolutamente normale, anche perché non è funzionale chiedere alla badante di anticipare le spese di tasca sua. In questo modo sarà possibile dettagliare le spese effettuate. Quelle di pertinenza della badante (per i suoi effetti personali, per esempio) devono essere sostenute dalla badante.

Un appunto specifico riguarda il cibo. E’ vero che la famiglia garantisce il vitto, è previsto contrattualmente. Il CCNL dice che la famiglia deve assicurare un’alimentazione sana e sufficiente. E ci si deve fermare qui. La badante che pretende il branzino oppure il controfiletto tutti i giorni o si idrata solo con acqua di aloe sta andando oltre. Percepisce uno stipendio e come ognuno di noi lo può spendere in tutti i vizi che vuole.

 

Come rimediare infine? Affidati a chi il rapporto di lavoro lo può gestire al posto tuo

L’assunzione della badante e la gestione del rapporto di lavoro tramite un’agenzia, come FamKare, ti dà sufficienti garanzie. Perché FamKare prende in carico il servizio e lo monitora. Alla minima avvisaglia di non conformità di comportamento da parte della badante occorre intervenire subito, prendendo le debite contromisure e sostituendo il personale. Il contratto va gestito e FamKare lo può fare al posto tuo.

Che aspetti allora? Contatta un family coach e vivi tranquillo!