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Welfare Aziendale e aumento della produttività

Sempre più spesso nel nostro Paese si sente parlare di welfare aziendale, questo perché un buon imprenditore sa che la crescita di una azienda non può dipendere solo da lui. Certo lui è il leader, è colui che guida l’azienda, ma sono le persone che lavorano con lui e per lui che contribuiscono alla piena realizzazione del suo progetto imprenditoriale.

Per questo il dialogo tra imprenditori e lavoratori, specie in questi ultimi 10 anni segnati dalla crisi economica, diventa fondamentale.

Per un’azienda, adottare politiche di welfare aziendale significa infatti innanzitutto riconoscere l’importanza del benessere del proprio team di lavoratori, primo fondamentale passo per una crescita sana  e duratura.

Il welfare  ha un forte impatto positivo sul clima generale dell’impresa, portando con sé: riduzione dello stress, diminuzione del turnover e dell’assenteismo. Tre aspetti che vanno normalmente di pari passo con la produttività aziendale, nella misura in cui un lavoratore appagato e sereno è un lavoratore che svolge le proprie mansioni con maggior impegno e dedizione.

Un fenomeno sempre più diffuso

Non stiamo parlando di un fenomeno di nicchia. Secondo le statistiche fornite dal Ministero del Lavoro, a febbraio 2018 sono 3.645 le aziende che hanno siglato accordi contrattuali che permettono di introdurre misure di welfare aziendale. Dato pressoché raddoppiato dal 2016, anno in cui il welfare aziendale era già divenuto la terza materia più trattata nei contratti, dopo il salario e le ristrutturazioni aziendali.

Il nuovo welfare aziendale, rispetto a quello pubblico, ha il vantaggio di essere flessibile e ad alta personalizzazione delle soluzioni, andando a incontrare le reali esigenze delle persone che popolano l’azienda.

I rapporto Welfare Index PMI del 2018 sostiene inoltre che emergono nuovi bisogni che sollecitano le imprese: il primo è il tema della salute e dell’assistenza specie agli anziani.

Il carico maggiore della non autosufficienza ricade sulla famiglia, innanzitutto come lavoro di cura a carico dei familiari e poi come incidenza nel bilancio familiare delle spese per l’assistenza domiciliare o residenziale.

Le aziende hanno la possibilità di promuovere un sistema di servizi a elevata capacità di personalizzazione per aiutare la famiglia ad assistere anziani, disabili, familiari in difficoltà, garantendo un forte impatto sulla qualità della vita.

Il consiglio del FamKoach

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