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3 consigli per organizzare al meglio il primo colloquio con la babysitter

Ormai è chiaro: che si tratti di una richiesta per un impegno fisso o di una eventualità più sporadica, scegliere la babysitter per i tuoi figli non è certo semplice! 

La decisione di assumere una babysitter passa necessariamente attraverso la consapevolezza di aver trovato la persona giusta: si tratta di una persona a cui affidare i tuoi figli, che diventerà un punto di riferimento per loro, e che avrà la responsabilità di sorvegliarli e di intervenire nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. 

Come fare per sentirti tranquilla e sicura una volta che lascerai i tuoi bambini nelle sue mani? Se non hai la percezione di aver scelto la babysitter giusta, puoi ritrovarti ad affrontare questo momento con ansia e preoccupazione.

Ecco i nostri suggerimenti per prepararti al meglio ad incontrare la babysitter e a valutare con serenità diversi elementi: professionalità, personalità, competenze e idoneità.

Fai il colloquio senza la presenza di tuo figlio

Può sembrare un consiglio insolito, ma in realtà è un segno di rispetto nei confronti di tuo figlio: da un punto di vista relazionale ed educativo, in presenza del bambino si parla con lui; in sua assenza si parla di lui

In questo modo puoi condividere con la babysitter aspetti che ritieni delicati e importanti, ma che è giusto che tuo figlio non ascolti. 

Prova a riflettere: come ti sentiresti se qualcuno parlasse di te, delle tue abitudini e del tuo carattere con un’altra persona come se tu non fossi presente? 

Anche se tuo figlio è piccolo, si sentirebbe sicuramente a disagio e probabilmente cercherebbe di attirare l’attenzione, rendendo molto difficoltoso il colloquio! 

Prepara una lista di domande

È importante definire gli aspetti che per te sono più importanti e i requisiti indispensabili che la babysitter deve assolutamente avere! Ecco una lista di domande che possono aiutarti a conoscere meglio la persona che hai di fronte.

  • Perché vuoi fare la babysitter? La candidata ideale è una persona che ha la passione per il lavoro con i bambini e non lo fa solo per “arrotondare”.
  • Che esperienza hai? Che scuole hai frequentato? Le esperienze possono includere anche quelle familiari (per esempio essersi presa cura di fratelli o cugini più piccoli). Il fatto di aver seguito un percorso di studi inerente alla cura dei bimbi può denotare un forte interesse a lavorare in questo campo e garantire una preparazione a livello pedagogico ed educativo.
  • Che fascia di età conosci meglio? Se per esempio la babysitter ha lavorato solo con bambini in età scolare, può rivelarsi non idonea a gestire un neonato e poco competente nel proporre giochi e attività adatti all’età del bambino.
  • Che referenze hai? Chiedi i riferimenti delle famiglie presso cui ha lavorato in passato e dichiara apertamente che provvederai a contattarle. Verifica quali erano le sue mansioni, quanto tempo ha collaborato con le varie famiglie e perché l’esperienza si è conclusa. 
  • Qual è stata la tua migliore esperienza e quale la peggiore? In base all’emozione e al trasporto con cui ti racconterà il momento in cui si è sentita più soddisfatta nello svolgere questo lavoro potrai renderti conto della sua reale motivazione. Sentir parlare la candidata dell’esperienza peggiore che ha avuto, può aiutarti a capire il suo grado di maturità, la sua capacità di reagire in situazioni spiacevoli e il suo modo di affrontare i problemi.
  • Che competenze hai nel primo soccorso? È importante sapere che la babysitter abbia familiarità con le tecniche di primo soccorso: non è necessaria una conoscenza approfondita, ma che sappia cosa fare in situazioni di emergenza.

Metti la babysitter alla prova!

Proponi alla babysitter alcune situazioni concrete e chiedile come agirebbe. 

Per esempio, puoi chiedere: “Quali giochi ti piace fare? Come tranquillizzi un bambino che continua a piangere? Secondo te cos’è un capriccio e come lo risolveresti?”. 

Questo genere di domande ti aiutano a comprendere se i suoi metodi educativi sono in linea con i tuoi. 

Tutti gli aspetti che riguardano la parte emotiva e relazionale, la voglia di trascorrere un tempo di qualità con i bambini e di giocare con loro sono elementi da tenere in grande considerazione perché rivelano aspetti importanti a livello caratteriale e l’impronta educativa della babysitter.

Puoi anche preparare fisicamente del materiale, per esempio un giornale e un paio di fobici e chiederle di immaginare un’attività da fare con il tuo bambino: in questo modo potrai verificare sul campo le sue capacità e la sua creatività. 

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