Influenza vs controllo. Al lavoro, ma anche in famiglia

Influenza vs controllo

Influenza vs controllo. Al lavoro, ma anche in famiglia

Post-Covid19: la partita che non si può perdere

Quanto conta la famiglia nella nostra vita? Un bel po’, vero?!?

E sei hai una professione che ti sfida tutti i giorni a dare il meglio di te, possiamo condividere la sensazione che famiglia e lavoro sono da mettere in equilibrio tra loro. Un equilibrio che va costruito e nutrito, quasi tutti i giorni.

Lo abbiamo visto anche in questi giorni di isolamento e di lavoro a casa (dai sù, non chiamiamolo “smart working” …) dove bisogna conciliare le esigenze nostre, quelle del coniuge (già, pure lei o lui lavorano da casa), quelle dei bambini o dei ragazzi alle prese con le video-lezioni e con un tempo infinito da riempire di attività il più possibile “educative” … dove la famiglia è compressa in tot metri quadri e tutto fuori è diventato più “lontano” del solito, anche il supermercato.

I nonni sono diventati inaccessibili. E hanno smesso di essere risorsa infinita. L’ammortizzatore sociale, per molti indispensabile, ha improvvisamente cessato di funzionare. Altro che cassa integrazione …

Mettiamo anche in conto che la situazione non si risolverà tanto velocemente, ci vorranno mesi prima di un graduale ritorno alla normalità. Gli ottimisti più sfegatati narrano che questo è un tempo di opportunità, utile anche per imparare.

Ok, imparare a fare cosa?

A sviluppare nuove capacità! Oppure vecchie capacità, quelle con cui abbiamo sempre rimandato l’appuntamento, ma con le quali ora dobbiamo confrontarci. E solo noi lo possiamo fare.

La prima capacità che mi viene in mente è quella dell’influenza vs. controllo. Ieri sera stavo guardando una puntata di “4 ristoranti” con lo chef Alessandro Borghese. In un ristorante, uno dei 4 concorrenti ha avuto da ridire perché a tavola ha trovato un bicchiere sbeccato. E naturalmente se ne è lamentato. La padrona di casa si è subito arroccata: “Ma come è possibile?!? Tutto è sotto il mio controllo!”. E rivolgendosi al cameriere: “Hai visto? E’ colpa tua!”. Prendiamolo come uno sfogo, visto che tutto è sotto il controllo della padrona del ristorante.

Al cameriere è stato chiesto di mettere i bicchieri in tavola, al controllo pensa qualcun’altro.

Si è creato un bel buco organizzativo, che è costato un’emorragia di punti, che non è più stata colmabile.

Tornando a noi … Il controllo è un obiettivo difficile da realizzare, soprattutto a distanza, come capita in questo periodo. E quando è concentrato tutto in una singola persona, le maldestre esecuzioni diventano colpe.

Il problema vero è che si perde. Tutti.

E in famiglia? Funziona allo stesso modo?

Come FamKare, ci capita spesso di avere clienti che sono professionisti, titolari di azienda, manager. Sono il riporto di team di persone, in alcuni casi anche decine di persone, anche centinaia. Sono persone di successo, che hanno raggiunto obiettivi importanti, posizioni di rilievo.

Spesso vanno in crisi quando si tratta di dirigere una badante oppure un mini-team di 2 o 3 persone che prestano un servizio di cura e assistenza a un loro familiare. In questi contesti fanno fatica ad avere il controllo, non è il loro campo di gioco consueto, figuriamoci se riescono a esercitare l’influenza.

Il problema vero è che la carica emotiva in famiglia è molto più alta di quella del luogo di lavoro.

Post Covid19, cosa ci attende

Al lavoro una soluzione la si troverà. E in famiglia? La capacità di influenzare le altre persone, invece che controllarle, sarà fondamentale in una situazione di post-Covid19. I bambini e i ragazzi sono a casa, non è scontato che la scuola riparta fisicamente l’1 settembre. E in più, i nonni devono stare separati dai nipoti, che rischiano di essere portatori sani del virus.

E comincio a leggere da più parti, che la cura e assistenza delle persone anziane non autosufficienti, sarà spostata sempre di più al proprio domicilio. Case di riposo, soluzioni alberghiere estive, etc … non saranno praticabili per un po’ …

Meglio svilupparla la capacità di influenzare, soprattutto in famiglia …

Ci sarà da ripensare il modo di mettere in equilibrio famiglia e lavoro. Se si è “figlio” di persona anziana non autosufficiente e nello stesso tempo “genitore” di figli, l’elastico dell’impegno si tenderà.

Controllare tutto sarà impossibile, meglio mettersi a praticare l’influenza, fin da subito, inutile perdere tempo. Si avrà a che fare con baby sitter e badanti. Più di prima.

In famiglia, penso, i team non possono perdere. E’ un lusso che non ci si può permettere.