Hai la badante in “nero”? 

Come evitare i rischi di avere la badante in “nero”? 

Te ne raccontiamo 3, i più grandi

“Lo sforzo si paga in grammi, il rimpianto in tonnellate”. E’ una delle frasi che ha reso celebre Alfio Bardolla, il financial coach più famoso d’Italia. Che cosa vuole dire questo se lo trasliamo al mondo dell’assistenza domiciliare? Che sei hai la badante regolarmente assunta e inquadrata stai pagando in grammi lo sforzo che fai ogni giorno, anche economico. Non invidiare quelli che sono capaci di avere la badante in nero, perché sono avviati a pagare gli stessi tuoi soldi, più gli interessi, più l’avvocato per gestire la causa legale.

E’ inutile nasconderlo. Il lavoro sommerso nel campo dell’assistenza domiciliare in Italia è diffusissimo. Ci sono tantissimi collaboratori domestici che lavorano nelle famiglie e che non sono in regola. In Italia si stima che solo il 40% di badanti, baby sitter e colf siano regolarmente assunte dalle famiglie. Soprassediamo al tema dell’evasione fiscale e al danno che porta allo Stato e a chi paga regolarmente le tasse, perché tanto non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire. 

Ecco allora i 3 rischi più importanti che puoi evitare stipulando un regolare contratto.

Il primo rischio

Già visto troppe volte. Ai sindacati la badante ricorre quasi sempre. La famiglia è un datore di lavoro. Secondo voi che cosa succede se ci sono irregolarità dal punto di vista lavorativo? La famiglia è oggetto di una vertenza sindacale, che finisce quasi sempre a una conciliazione e si sborsano i quattrini. L’unica alternativa è finire davanti al giudice, alternativa ancora più dispendiosa.

I racconti delle famiglie superano sempre la fantasia. Dall’altra parte non ci si riesce a capacitare di come ci siano ancora famiglie che tengono “in nero” la badante. Nel corso della nostra esperienza abbiamo visto rapporti di lavoro costruiti per sfociare in una vertenza, senza che la famiglia si accorgesse della costruzione di evidenti premesse. E’ un campo dove l’ignoranza così come la buona fede hanno la stessa faccia.

Il secondo rischio

Chi lavora in nero, e qui si parla di famiglia e di badante insieme perché si tratta di un rapporto di lavoro a tutti gli effetti, non ha regole certe su cui incardinare il lavoro. Per cui la famiglia tende a non rispettare le regole del lavoro così come pure la badante. Chi ne fa le spese generalmente è la persona che ha bisogno di essere assistita. 

La badante che lavora in nero ha spesso delle esigenze immediate, anche molto ravvicinate nel tempo. Le servono dei soldi magari per raggiungere il proprio obiettivo finanziario. Quando lo ha raggiunto molla tutto e tutti. Oppure la badante lavora in “nero” perché ha i documenti che non sono in regola. In questo caso la famiglia compie un doppio reato. Di male in peggio.

E come credete possa essere un’assistenza su queste basi? Potrà mai avere una qualche qualità?

Per cui spesso occorre ricorrere a sostituzioni in fretta e furia, perché non esistendo alcun vincolo contrattuale, tutti sono liberi di fare ciò che gli passa per la testa. Sono tantissimi i racconti in cui la badante fa armi e bagagli e parte. Anche senza dire nulla alla famiglia.

Il terzo rischio e ultimo rischio è …

… la cessione della tua leadership. La famiglia che si affida a una badante in “nero” cede la propria leadership, in ambito assistenziale e in ambito lavorativo. E anche dal punto di vista emotivo.

Tempo addietro abbiamo ricevuto una telefonata da parte di un figlio, disposto a pagarci perché noi offrissimo un lavoro alla badante che occupava l’appartamento del padre, di recente passato a miglior vita. Questa badante teneva in scacco la famiglia, che questo appartamento lo voleva vendere. La badante era assunta in “nero”. E così la famiglia è scivolata in una situazione di ricatto, il messaggio più o meno è di questo tenore: se mi cacci vado ai sindacati. O giù di lì. Vale davvero la pena cedere la propria leadership?

Infine, c’è un ultimo rischio. Questa storia l’ha sentita direttamente uno dei nostri family coach: chi ha la badante in “nero” paga di più. Già, proprio così, avete letto bene: paga di più! Questo family coach ha sentito la storia di una famiglia con due lavoratori in nero che si alternavano la notte a dormire a casa di una anziana. Il family coach per questa famiglia ha fatto una proiezione di investimento economico per una badante convivente in somministrazione. La reazione è stata inaspettata. Le esatte parole dell’anziana sono state: “Ma io adesso pago di più. Tra compenso, mance e mancette, pago di più. E in più litigano in continuazione!”. 

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